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Fattura Elettronica Open Source

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Il progetto nasce dall’esigenza di creare una classe che permetta di rappresentare tutti i nodi previsti nel formato XML (eXtensible Markup Language) della Fattura Elettronica basato sulla versione 1.3 delle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.

Sviluppato in Visual Basic .Net, utilizza il .Net Framework 4.6. I sorgenti OpenSource sono scaricabili dal repository di GitHub.

 

Novità

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In esclusiva sullo store Amazon Kindle Book in formato digitale, è disponibile la guida per l’implementazione della classe opensource per la generazione della Fattura Elettronica.

La guida spiega come procedere all’implementazione della classe per la realizzazione di applicazioni contabili che prevedano l’emissione della fattura elettronica

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Tra gli argomenti trattati:

  • La fattura elettronica
  • La fattura elettronica e le differenze con la fattura cartacea
  • I vantaggi della fattura elettronica
  • Le informazioni obbligatorie
  • La struttura del file XML
  • XML: visione generale 9
  • Come trasmettere il file XML
  • Download del codice sorgente e del file di libreria
  • Organizzazione del repository
  • Utilizzo della libreria compilata in Visual Studio
  • Aggiunta del riferimento alla dll
  • Aggiunta dei riferimenti ai namespace
  • Aggiunta dell’istanza alla classe
  • Utilizzo del progetto FatturaEL.v13 in Visual Studio
  • Aggiunta del progetto ad una soluzione
  • Aggiunta dei riferimenti ai namespace
  • Aggiunta dell’istanza alla classe
  • Utilizzo dei metodi e delle proprietà della classe
  • Aggiunta di un metodo con occorrenza singola
  • Assegnazione del valore ad una proprietà del metodo
  • Assegnazione del metodo figlio al metodo padre
  • Aggiunta di un metodo con occorrenza multipla
  • Assegnazione delle proprietà al nodo con occorrenza multipla
  • Codice di esempio

Composizione

La soluzione FatturaElettronica.sln si compone delle seguenti cartelle:

  • Documenti/File Dati: file .txt contenenti i codici elencati nella parte II del documento di specifiche tecniche (sia per la versione 1.2 che 1.3);
  • Documenti/Specifiche Tecniche: documentazione tecnica dell’Agenzia delle Entrate del formato Fattura PA versione 1.1 e 1.2 e Fattura EL versione 1.3;
  • FatturaEL.v13: file sorgenti in formato Visual Basic .Net con le definizioni del file XML versione 1.3;
  • FatturaEL.v13/bin/Release: file di libreria (.dll compilata) per l’integrazione in altre applicazioni;

Versioni precedenti

  • FatturaPA.v12: file sorgenti in formato Visual Basic .Net con le definizioni del file XML versione 1.2;
  • GeneraFatturaPA.v12: file sorgenti in formato Visual Basic .Net con il form per la generazione del file XML (basato sulla versione 1.2);

Ringraziamenti

Questo progetto nasce dal lavoro di Davide De Rubeis C# – Come creare la Fattura Elettronica per la Pubblica Amministrazione (FatturaPA) basato sullo schema della versione 1.1.

A tavola con il Radicchio Rosso

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In occasione della 48^ mostra mercato del Radicchio Rosso a Preganziol scopriamo le sue proprietà e benefici.

Il radicchio è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle Composite. Ha proprietà antiossidanti ed è utile contro psoriasi, diabete di tipo 2, obesità, stitichezza e cattiva digestione.

Esistono varietà di radicchio dal sapore amarognolo ed altre più dolci, quasi tutte sono croccanti. Le tipologie di radicchio si dividono essenzialmente in due grandi gruppi: quelli con foglie dal colore rosso intenso e quelli con foglie variegate.

Sono pregiati il radicchio rosso di Treviso, il radicchio rosso di Verona e il radicchio rosso di Chioggia.

Ha un bassissimo potere energetico ed è quindi utile nelle diete ipocaloriche. Le fibre contenute nel radicchio sono in grado di trattenere gli zuccheri presenti nel sangue; per questo motivo è un alimento consigliato a chi soffre di diabete di tipo 2.

[per approfondire: cure-naturali.it]

La ricetta: risotto al radicchio rosso

Un piatto caldo e profumato, perfetto per i pranzi autunnali e invernali. Il sapore inconfondibile del radicchio rosso si fonde con una mantecatura cremosa e realizzata a regola d’arte, secondo la ricetta tradizionale

  • 250 gr riso carnaroli
  • 100 gr taleggio
  • qb radicchio rosso di Verona
  • 1 l brodo vegetale
  • 20 gr burro
  • 1 cipolla bionda
  • 1/2 bicchiere vino bianco
  • qb sale
  • qb pepe

Lavate il radicchio rosso di Verona, asciugatelo e tagliatelo piuttosto fine. Poi, come nella tradizione del risotto, tagliate finemente 1 cipolla bionda piccola e fatela appassire in 20 gr di burro. Versate, quindi, 250 gr di riso carnaroli nel tegame e lasciatelo tostare per bene aiutandovi con un cucchiaio di legno. Il profumo deve essere proprio quello della tostatura. A questo punto, sfumate il tutto con 1/2 bicchiere di vino bianco.

Aggiungete, dunque, 1 l di brodo vegetale bollente a mestoli fino ad arrivare a 2/3 del tempo di cottura del riso. Ora è il momento di aggiungere il radicchio tritato. Terminate, quindi, la cottura rispettando il tempo indicato e mantenendo il riso al dente.

Per la mantecatura, aggiungete 100 gr di taleggio tagliato a cubetti e 1 mestolo di brodo vegetale. Aggiungete 1 pizzico di sale e 1 macinata di pepe, il risotto è pronto.

[fonte: Grazia.it]

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La giornata mondiale della pizza

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Il 17 gennaio è la Giornata mondiale della pizza, con i festeggiamenti dedicati al prodotto ambasciatore del made in Italy. La produzione giornaliera in tutto il Paese è di 8 milioni di pizze, quasi tre miliardi l’anno, il fatturato è di 15 miliardi di euro per un movimento economico che supera complessivamente i 30 miliardi. A vincere dal punto di vista della preferenza dei gusti degli italiani è la pizza tradizionale sulla gourmet con 8 connazionali su 10 (78,8%) che scelgono la marinara, margherita, napoletana o capricciosa. La pizza gourmet registra un 12,1% di ordinazioni, mentre il 6,2% dei clienti sceglie (o è costretto a scegliere per motivi sanitari) le pizze speciali, per lo più biologiche o senza glutine. La pizza con gusti fai-da-te si ferma al 2,9%. La fascia di prezzo non supera in un caso su due i 7 euro, ma c’è una fascia di mercato (4%) oltre la soglia dei dieci euro. Nello specifico – spiegano i ricercatori – la quasi totalità delle pizze tonde «da piatto» costa tra cinque e dieci euro. [continua a leggere su lastampa.it]

Non dimenticare di B. A. Paris

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[leggi l’anteprima]

Dodici anni fa lei è scomparsa. Alla polizia lui ha detto la verità, ma non tutta la verità… E ora ha paura. Erano giovani, impulsivi e innamorati. Si conoscevano da pochi mesi, eppure erano certi che sarebbero rimasti insieme per sempre. Poi c’era stata quella vacanza in Francia. Durante il viaggio di ritorno, Finn si è fermato a una stazione di servizio e, per qualche minuto, ha lasciato Layla sola in macchina. Quando è tornato, lei era scomparsa. Questo è ciò che Finn ha raccontato alla polizia. Ed è la verità. Ma non è tutta la verità… Dodici anni dopo, Finn è un uomo diverso, più maturo e sicuro di sé. Sebbene il ricordo del suo primo amore non lo abbia mai abbandonato, lui ormai si è costruito una nuova vita, trovando conforto tra le braccia di Ellen, la sorella di Layla. Insieme, i due sono riusciti a esorcizzare il passato, si sono trasferiti fuori città e adesso hanno deciso di sposarsi. Ma, all’improvviso, la serenità di Finn viene turbata da due episodi inquietanti. Prima la telefonata del suo anziano ex vicino, che sostiene di aver visto una donna identica a Layla aggirarsi nel quartiere. Poi, la sera, Ellen che stringe tra le mani la bambola più piccola di un set di matrioske. Lei dice di averla trovata sul marciapiede, davanti al vialetto d’ingresso. Per Finn, quell’oggetto ha un significato preciso. Possibile che Layla sia tornata? Possibile che la sua paura peggiore stia per diventare realtà? E il dubbio che qualcuno abbia scoperto il suo segreto si trasforma in ossessione quando lui stesso trova un’altra piccola bambola sul muretto di casa. E un’altra ancora sul cofano dell’auto, qualche giorno dopo. E questo è solo l’inizio…

Il segreto di Greenshore di Agatha Christie

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[leggi l’estratto]

Sir George e Lady Hattie Stubbs desiderano movimentare la festa che stanno organizzando nella loro dimora estiva: invece della solita, noiosa caccia al tesoro, una indimenticabile Caccia all’assassino. Ne affidano la regia alla celebre giallista Ariadne Oliver, che a sua volta coinvolge l’amico Hercule Poirot. Il suo intuito femminile ha forse percepito qualcosa di sinistro nell’aria rarefatta di Greenshore? Fatto sta che nei giardini della grandiosa villa con tempietto neoclassico e approdo privato sul fiume il delitto simulato si consuma davvero, e la presenza dell’investigatore si rivelerà provvidenziale… Scritto nel 1954 ma rimasto inedito per oltre sessant’anni, “Il segreto di Greenshore” fa rivivere le più classiche atmosfere della campagna inglese in una narrazione ricca di colpi di scena, accompagnata da un raffinato scandaglio psicologico dei personaggi.

Dove mi trovo di Jhumpa Lahiri

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[leggi l’estratto]

Sgomento ed esuberanza, radicamento ed estraneità: i temi di Jhumpa Lahiri in questo libro raggiungono un vertice. La donna al centro della storia oscilla tra immobilità e movimento, tra la ricerca di identificazione con un luogo e il rifiuto, allo stesso tempo, di creare legami permanenti. La città in cui abita, e che la incanta, è lo sfondo vivo delle sue giornate, quasi un interlocutore privilegiato: i marciapiedi intorno a casa, i giardini, i ponti, le piazze, le strade, i negozi, i bar, la piscina che la accoglie e le stazioni che ogni tanto la portano più lontano, a trovare la madre, immersa in una solitudine senza rimedio dopo la morte precoce del padre. E poi ci sono i colleghi di lavoro in mezzo ai quali non riesce ad ambientarsi, le amiche, gli amici, e «lui», un’ombra che la conforta e la turba. Fino al momento del passaggio. Nell’arco di un anno e nel susseguirsi delle stagioni, la donna arriverà a un «risveglio», in un giorno di mare e di sole pieno che le farà sentire con forza il calore della vita, del sangue. Questo è il primo romanzo di Jhumpa Lahiri scritto in italiano, con il desiderio di oltrepassare un confine e di innestarsi in una nuova lingua letteraria, andando sempre più al largo.

I love Tokyo di La Pina

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[leggi l’estratto]

“I love Tokyo è una canzone d’amore. L’amore mio per il Giappone e per questa città in particolare. Mettere piede a Tokyo è un flash, perché è come entrare nei cartoni animati che guardavamo da piccoli. Le divise alla marinaretta, i dolcetti, le scritte fluo, le ragazze carine, i ragazzi timidi… È tutto esattamente così! Sono stata in Giappone quarantatré volte. Ho deciso di scrivere questo libro perché in questi anni ho fatto da madrina ai viaggi di amici e amiche. Ho disegnato loro centina di mappe sui tovaglioli dei ristoranti, ho consigliato dove fare shopping, indicato le strade dove perdersi, i parchi dove riposarsi e, stremata all’idea di dover continuare a farlo, ho detto ‘Ok, lo faccio una volta per tutte!’. Ma l’ho fatto anche per me. Per dare un ordine anche se mio, a tutto quello che questo posto mi ha dato. E poi perché Tokyo se lo merita. Più di Tokyo amo solo Emi, mio marito. A lui ho chiesto di comporre la musica per questa canzone d’amore. Con I love Tokyo potrete organizzare il vostro primo viaggio, visitare la città senza muovervi dal divano o ritornarci, ricordarla, rivedere sotto altri punti di vista questa meravigliosa capitale asiatica. Vi chiedo solo una cosa: trattatemela bene e amatela come la amo io. I love Tokyo!” (La Pina).

Beata solitudine, il potere del silenzio di Vittorino Andreoli

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[leggi l’estratto]

«Osservando il mondo, così rumoroso, inquieto, e così folle, mi viene voglia di silenzio, e di guardare ai monaci, che sono scappati dal mondo per capire il mondo». VITTORINO ANDREOLI

In questa riflessione affascinante – che non disdegna di soffermarsi anche sulle scelte radicali del monachesimo in tutte le religioni – lo psichiatra Vittorino Andreoli ci avverte che il silenzio è l’unica azione rivoluzionaria che può riportare equilibrio al nostro vivere.
L’uomo è l’unico tra i viventi ad avere la peculiarità di “guardarsi dentro”. E in questa sua capacità di “introspezione” giunge alla consapevolezza di essere lo straordinario frammento di una gigantesca realtà che sconfina nell’infinito. Si rende conto non solo di essere fragile, ma di essere «un frammento di polvere fragile».
In tempi di ipertrofia dell’informazione e di spreco delle parole, «il silenzio parla, proprio perché non dice, e se in esso non si conosce tutta la verità, tuttavia si giunge alla certezza che la verità esiste».
Solitudine e silenzio sono dunque necessari per un’igiene della psiche, per un’ecologia dello spirito, per nutrire una relazione feconda con se stessi, ritrovando così, nei rapporti con gli altri, quell’armonia spesso compromessa da aggressività e violenza, abusi e nevrosi. Andreoli denuncia il delirio delle metropoli contemporanee, mettendo in guardia dai danni dell’eccessiva mondanità, dell’ipocrisia delle relazioni, dell’iper-connessione virtuale.
Ecco allora l’assoluta necessità di ritrovare una dimensione contemplativa della vita per riacciuffare il senso delle nostre esistenze e per dare spazio «a quel monaco che si nasconde nel profondo di ciascuno di noi, al suo bisogno di solitudine e di mistero, perché una vita pienamente umana non può fare a meno dell’invisibile».