Facebook sfida LinkedIn: il lavoro si troverà in bacheca

Se già il mondo del recruiting aveva di fatto già traslocato nell’ecosistema digitale (LinkedIn, per esempio, è usato in Italia da 9 milioni di utenti, 4 milioni di aziende attive di cui più di 40mila lo usano per assumere), con una mossa del genere la disintermediazione fra offerta e domanda diventerebbe pressoché totale. Educazione, interessi, esperienze passate: in fondo tutto, o molto, è già custodito sui nostri profili Facebook. Candidarsi diventerà dunque rapidissimo e innescherà l’ennesimo circolo virtuoso della piattaforma, che riesce a trattenere gli utenti al suo interno proprio in virtù della produzione di bisogni e dinamiche inesistenti. Ma soprattutto sarà facilissimo per i reclutatori fare ciò che oggi fanno in modo clandestino prima di fissare un eventuale colloquio: ficcanasare fra foto, post, passioni. Basti pensare che, secondo una ricerca pubblicata da Adecco lo scorso anno e ancora fra le più complete nel settore, il 35% degli headhunter boccia i candidati a causa di ciò che vede sui social. E in generale, tornando al trasloco di cui si parlava prima, l’80% dei candidati e il 64% dei responsabili delle risorse umane sfruttano il web come piattaforma principale del proprio lavoro di selezione.

Fonte: Repubblica.it

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