Medium, non solo una piattaforma di blogging

Viviamo in un mondo in cui abbiamo tante opzioni di lettura gratis e di alta qualità che ogni barriera di ingresso può diventare una scusa per leggere qualcos’altro. Questo significa che per gli editori di periodici la vera battaglia da vincere oggi è quella per l’attenzione del lettore. L’evoluzione del web e della tecnologia sta rendendo la pagina standardizzata di un magazine quasi un anacronismo in un mondo di spazi vivi e dinamici del calibro di Flipboard, Zite, WordPress, Tumblr e, dulcis in fundo, Medium.Se i primi sono conosciuti ai più, l’ultimo citato è ancora un oggetto misterioso. Medium nasce nel 2012 da un’idea di Evan Williams, co-creatore di Twitter, ed è una piattaforma per pubblicare e aggregare storie e idee in maniera semplice. Medium, infatti, permette l’accesso e la pubblicazione a chiunque abbia un account Twitter. Il suo valore aggiunto sta da un lato nel suo essere un ibrido ben riuscito di una piattaforma di blogging (come WordPress o Blogger – che, guarda caso, fu inventata da Ev Williams prima di Twitter) e di un social network, dall’altro nella sua attenzione verso la curation delle storie più rilevanti che lo popolano: una sorta di caos aritmico prodotto dalla combinazione di contenuti di editor informali, autori pagati, PR, startup e hacks.

Fonte: Wired.it

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