Creare applicazioni per dispositivi mobili richiede una conoscenza multipiattaforma e una pianificazione strategica. Le variabili che entrano in gioco sono molte e vanno ad incidere su tempi, costi e prestazioni.

Da qui nasce il dubbio se sia meglio seguire un approccio di tipo nativo o cross-platform.

La risposta è dipende. Bisogna analizzare le caratteristiche, le differenze ed i vantaggi che offrono i due metodi e scegliere quello migliore per la realizzazione della propria app.

Sicuramente, le applicazioni native per dispositivi mobili hanno il vantaggio di essere maggiormente professionali e di garantire delle prestazioni elevate.

Per contro, l’approccio cross-platform offre il vantaggio che attraverso un unico processo di sviluppo si possono realizzare applicazioni che girano su sistemi operativi differenti.

La mia scelta é ricaduta su Xamarin: uno strumento interessante che apre le porte allo sviluppo cross-platform, usando come linguaggio il c# e che prevede l’integrazione in Visual Studio e un ambiente di debug consolidato.

La potenzialità di Xamarin é quella di creare dei Wrapper (come se fossero dei traduttori di linguaggio) i quali fanno si che il codice scritto in C# sia tradotto in codice Java (per Android) o Objective-C (per iOS) al momento della compilazione, distribuendo così un’applicazione che, agli occhi del dispositivo dove viene eseguita, non è altro che un’app scritta nel suo linguaggio nativo.

La documentazione e i tutorial sono disponibili sul sito docs.microsoft.com.


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