Archivio dell'autore: Andrea (EtabetaWeb) Cervi

Informazioni su Andrea (EtabetaWeb) Cervi

Andrea Cervi alias EtabetaWeb è specialista IT in Poste Italiane S.p.A. presso il Polo Tecnologico Sud (sede di Bari). Appassionato di informatica sin dall'adolescenza, all'età di 15 anni ricevette come regalo il suo primo home computer: un Commodore Vic 20 con il quale iniziò a realizzare i suoi primi programmi.

Stoner di John Edward Williams

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William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

Shantaram di Gregory David Roberts

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Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l’Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico di più di mille pagine.

 

Bianco letale di Robert Galbraith

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Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Quel che resta della vita di Zeruya Shalev

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Per Hemda Horowitz è tempo di bilanci. Cos’è stato tutto? Qual era la cosa giusta da fare? Come sarà il resto della vita? Da un letto di ospedale, circondata dai due figli a cui ha dato un amore diseguale, la donna ripercorre i ricordi della propria esistenza, ma è il rapporto dell’anziana madre con Dina e Avner il vero cuore del romanzo: se con la figlia ha un legame faticoso e conflittuale, per il figlio prova una sorta di adorazione. Avner è un avvocato che combatte per i diritti delle minoranze, un uomo angosciato, frustrato sul lavoro, tormentato dalla propria inettitudine sentimentale. Dina cerca di essere una madre opposta a quella che ha avuto. Sposata con un fotografo schivo e di poche parole, ha messo da parte la carriera per stare accanto alla figlia adolescente Nitzan. Ma quando quest’ultima si allontana, in Dina si spalanca un vuoto che riempie con il desiderio di accogliere un bambino abbandonato, desiderio che incontra la netta contrarietà della famiglia. Zeruya Shalev non ha paura dei grandi temi, la solitudine, l’amore, la paura, la morte, e con “Quel che resta della vita” ha scritto il suo romanzo più maturo, una toccante esplorazione della vecchiaia, dei difficili rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, tra partner, e ci lascia un messaggio potente di speranza, sul potere catartico dell’amore e sulla possibilità di lasciarsi dietro i fantasmi del passato e vivere fino in fondo quel che resta della nostra vita.

 

Copia-e-incolla di Danny Wallace

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“Tom, me ne vado, ma non ti lascio. Tu continua pure come sempre. Con amore, Hayley”. È questo il messaggio che Tom, trentenne londinese, trova la sera del 12 giugno, la sera in cui scopre che la sua ragazza non c’è più, ma non lo ha lasciato. Che cosa significa? Hayley se n’è andata oppure no? Tornerà? Quando? E cosa diavolo dovrebbe fare lui nel frattempo? Ansioso di trovare risposte, Tom si mette sulle tracce di Hayley. E nel farlo si imbatte in un eccentrico gruppo di persone che hanno deciso di risolvere i loro problemi esistenziali dedicandosi a un hobby tanto insolito quanto contagioso. Un attimo dopo si accorge di essere pedinato, ma non sa da chi. E poi rischia di perdere il lavoro in radio quando, con tutta Londra in ascolto, dimentica il microfono acceso durante una conversazione privata decisamente imbarazzante. Ma per Tom l’importante è capire cosa sta succedendo alla sua vita e chi sono le persone che gli stanno intorno. Chi è Hayley in realtà? E chi è quella ragazza carina che lo segue al supermercato? E perché, quando si ha un problema, non si può semplicemente trovare qualcuno che l’abbia già risolto e fare un bel copia-e-incolla?

A tavola con i Ceci

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Si tratta di uno dei principali ingredienti della gastronomia orientale e medio-orientale e contengono molti principi nutritivi, tra cui proteine e vitamine.

Dato che contengono fibra alimentare, i ceci aiutano a ridurre i livelli del colesterolo cattivo nel sangue, diminuire la pressione arteriosa e la quantità di trigliceridi. Di conseguenza, riducono il rischio di soffrire di attacchi di cuore, malattie cardiache e incidenti cerebrovascolari.

Le persone che hanno anemia ferropriva (causata dalla mancanza di ferro) possono mangiarli per aumentare i loro livelli di ferro, uno delle principali proprietà dei ceci. Si consigliano anche a chi pratica molto sport e che, in seguito all’attività fisica, fa un grande consumo di questo minerale.

I ceci, inoltre, sono una grande fonte di potassio e, per questo, sono l’ideale per migliorare la circolazione, regolare la pressione arteriosa e ottimi per chi soffre di ipertensione. Aiutano a prevenire malattie reumatiche come l’artrite, così some i crampi.

[per approfondire: viverepiusani.it]

La ricetta: Hummus di ceci

  • Ceci precotti 600 g
  • Semi di sesamo 100 g
  • Acqua calda 150 g
  • Succo di limone ½
  • Olio di sesamo 30 g
  • Paprika 1 cucchiaino
  • Aglio 1 spicchio
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • Prezzemolo 1 ciuffo

Per preparare l’hummus iniziate sbucciando lo spicchio d’aglio, dividetelo a metà per togliere l’anima interna e procedete tritandolo molto finemente. Quindi prendete il ciuffo di prezzemolo, sciacquatelo, asciugatelo e tritate anch’esso finemente.

Procedete preparando la tahina (potete anche utilizzare quella in commercio se preferite): versate i semi di sesamo in una padella antiaderente e tostate i semi a fuoco dolce per 2-3 minuti. Poi trasferiteli nell’apposita suribachi (la tipica ciotola giapponese) e utilizzate il surikogi per mescolare e pestare i semi di sesamo tostati. Se non avete questi strumenti, potete utilizzate un mixer.

Iniziate a pestare e solo dopo qualche istante aggiungete l’olio di sesamo a filo, un pizzico di sale, l’acqua calda e continuate a mescolare. Se preferite una tahina più densa potete aggiungere altro sesamo tostato, se più liquida aggiungete altro olio di semi o acqua calda.

Poi unite i ceci precotti, scolati dal liquido di conservazione e continuate a mescolare e pestare. Spremete il succo di mezzo limone e unite l’aglio, del prezzemolo tritato, salate e pepate nuovamente e mescolate ancora.

Una volta pronto l’humms, potete aromatizzare ancora con prezzemolo fresco, paprika affumicata e ancora un filo d’olio di semi, quindi il vostro hummus è pronto! Servitelo come antipasto insieme a fragranti bruschette di pane o per una cena a tema mediorentale con pane azimo o arabo leggermente tostato in forno!

[guarda la videoricetta su giallozafferano.it]