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Mappato per la prima volta il “dark web”

UN GRUPPO di ricerca guidato dall’italiano Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab al Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, ha messo a punto la prima mappa del “dark web”, la parte più inaccessibile e nascosta della rete Internet. Secondo lo studio, pubblicato in via preliminare online su arXiv, sarebbe in realtà improprio definire il dark web come una rete, perché le connessioni che legano i suoi siti sono in numero molto inferiore a quelle del web “aperto”.

Fonte: Repubblica.it

Salute fai da te? Ecco il decalogo contro le bufale online

Occuparsi della propria salute bypassando medico e farmacista non è mai una buona idea. E in ogni caso utilizzare Internet per informarsi correttamente non è semplice né intuitivo, e le persone potrebbero avere bisogno di una guida per non imbattersi in “fake news” e altri generi di contenuti inattendibili. Per dare una risposta a questo bisogno di chiarezza “online” Sanofi Italia ha dato vita a un decalogo per orientarsi in rete, presentato durante l’iniziativa “social health, istruzioni per l’uso”.

Fonte: CorriereComunicazioni.it

Privacy online, siti a rischio senza lucchetto

Da alcune settimane gli utenti internet osservano sulla barra del browser scritte come “sito non sicuro” o simboli quali lucchetti verdi, triangoli rossi o cerchi bianchi. I consigli di Federprivacy per mettersi in regolaI browser segnalano l’attendibilità dei siti web. L’82% dei siti di lingua italiana più visitati sono ancora catalogati come non sicuri, le aziende sono invitate ad attivarsi per non compromettere la fiducia degli utenti. Innanzitutto, è sconsigliato digitare password o effettuare pagamenti online su quelli non contrassegnati da un lucchetto verde e non identificati con il protocollo Https. Da alcune settimane gli utenti internet osservano sulla barra del browser scritte come “sito non sicuro“, o simboli quali triangoli rossi o cerchi bianchi, a indicare siti web che richiedono prudenza prima di inserire i propri dati personali su un form di contatto, effettuare un login ad un’area riservata, o effettuare pagamenti online.

Fonte: ITespresso.it

Spid, la validità del riconoscimento web

downloadDi recente, su alcuni organi d’informazione, sono emersi dubbi e polemiche sulla sicurezza del riconoscimento web, una delle modalità offerte per l’identificazione del richiedente di un’identità digitale in ambito SPID. In InfoCert siamo convinti che la funzione sociale svolta dai media meriti grande rispetto e che le inchieste giornalistiche – quando rigorose e complete – aiutino aziende come la nostra a migliorarsi costantemente. Nel caso di specie, essendo oggetto dell’inchiesta un servizio giovane e innovativo, ci sono però aspetti che necessitano di precisi approfondimenti e maggiore chiarezza per sgomberare il campo da equivoci e polemiche.

Fonte: Corrierecomunicazioni.it

La grande fuga da Explorer, Google conquista il mercato dei browser

chromeGoogle spicca un deciso salto in avanti nel mercato dei browser grazie alla brillante prestazione registrata da Chrome negli ultimi 10 mesi, con un +20%, mentre per Microsoft prosegue l’emorragia di utenti nonostante il lancio di Edge. Il nuovo browser insieme al “vecchio” Explorer della casa di Redmond, infatti, hanno registrato da gennaio a ottobre un -18%, con la perdita di circa 331 milioni di utenti (secondo l’elaborazione di Computerworld). E’ quanto risulta dalle rilevazioni di Net Application, secondo cui Google Chrome è ormai utilizzato da più della metà degli utenti desktop, e si attesta al 55% del mercato dei Pc, contro il 35% che aveva a inizio 2016.

Fonte: CorriereComunicazioni.it

La Cina vara il “Grande firewall”: stretta alla libertà online

cinaUn inasprimento delle restrizioni alla libertà d’espressione online, imponendo il bocco a siti internet o contenuti e commenti online su temi che il governo di Pechino considera sensibili, come ad esempio il rispetto dei diritti umani e le critiche ai governanti. E’ il senso del “Grande Firewall“, come è stata soprannominata dagli addetti ai lavori la nuova legge sulla cybersecurity approvata oggi dal comitato permanente dell’assemblea nazionale del popolo in Cina, che già durante la discussione aveva sollevato grandi perplessità e timori di un rafforzamento della censura di Pechino sul Web.Il partito comunista sovrintende a un vasto sistema di censura in Cina, che mira a bloccare siti o contenuti e commenti online su temi che il governo considera sensibili, come ad esempio il rispetto dei diritti umani in Cina e le critiche all’esecutivo.

Fonte: CorriereComunicazioni.it